IN SI' EME PER I BENI COMUNI



















Mercoledì 1 giugno 2011 -Biblioteca Oneglia ore 21
CIMAP-AIFO-ApertaMente Imperia
in collaborazione con AIART, ARCADIA, CASA AFRICA, Comunità valdese di Imperia, DES-Distretto Economia Solidale, AGESCI-Scout Imperia 1
organizzano
IN SI' EME per i beni comuni
Intervengono
Comitato imperiese studenti per i referendum: “Imperia attiva contro
Imperia radioattiva”
AGESCI-Imperia 1: “Acqua in quota!”
AMBIENTISA: “Acqua acqua!”
Gemima Lami: "L'acqua come sorgente di vita "
Susanna Bernoldi-AIFO- “Dove manca l’acqua: testimonianze dal Sud del Mondo"
Giorgio Caniglia-CIMAP- “Due sì per i beni comuni”

WE WANT SEX



Mercoledì sera- ore 20.30- cinema imperia- per la festa della donna il coordinamento donne organizza la proiezione di "we want sex"- biglietto 5 euro

 Sia chiaro. Il titolo del film non ha sostanzialmente niente a che vedere con il suo contenuto. È un pezzo di uno degli slogan che le 187 operaie della Ford diDagenham scrissero su uno dei tanti striscioni utilizzati durante il loro storico sciopero del maggio 1968: We want sex equality.



Questo infatti è l'argomento del film diNigel Cole (già noto per L'erba di Grace eCalendar girls), che si potrebbe definire come la versione leggera e ottimista - da commedia - di un Ken Loach d'annata.

Siamo infatti in un grande stabilimento della Ford della provincia inglese dell'Essex, dove le operaie che si occupano di cucire e rifinire i sedili in pelle della automobili chiedono che sia loro riconosciuta una specializzazione e iniziano così uno sciopero che diventerà il primo atto della richiesta di un trattamento economico paritario con gli uomini. Grazie alla loro battaglia il principio dell'equo compenso per uomini e donne entrerà nella legislazione britannica nel 1970 e poi in gran parte dei paesi occidentali.
 Il tutto raccontato con la passione civile e la verve umoristica di cui solo gli inglesi sono capaci.
 Nel film il motore della storia è Rita O'Grady (Sally Hawkins), che diventa leader unitaria di questo manipolo di donne, costringendo la Ford a interrompere la produzione, attirando l'attenzione dei media e, infine, arrivando ad un colloquio ufficiale con il Ministro del Lavoro britannico, in quel momento una donna altrettanto volitiva e risoluta, Barbara Castle(Miranda Richardson).
Con mirabile leggerezza, il film tocca, dunque, problemi importanti e, per gran parte, molto attuali: il preponderante potere maschile nel mondo del lavoro, in particolare nelle posizioni di vertice; la tendenziale retroguardia dei sindacati e la loro linea fortemente politicizzata; le tante contraddizioni del capitalismo occidentale e i suoi intrinseci motivi di debolezza; la forza delle idee e l'importanza di persone che scelgano di spendersi per esse.



Giovedì 28 ottobre 2010 alle ore 20.45, presso la Sala Varaldo - Camera di Commercio Viale Matteotti 48 di Imperia, l’Associazione Culturale ApertaMente insieme con la CGIL-Camera del Lavoro di Imperia organizza un incontro con DANIELE PROTTI, Direttore editoriale de l’Europeo, dal titolo “Dalla cricca allo Ior, dai terremotati a Santa Lucia….LA STORIA DIMENTICATA. Tra attualità e memoria- Il caso dell’Europeo“.

Introduce ANDREA MOGGIO, Direttore responsabile del settimanale “ La Riviera”


Daniele Protti ha cominciato la sua carriera di giornalista nel 1977. Docente dell'università di Urbino, facoltà di Sociologia, e del Master di Giornalismo dell'Università Cattolica di Milano, attualmente è Direttore della rivista bimestrale "L'Europeo".
Con un titolo di grande attualità: La storia della cricca il numero di agosto de l’Europeo racconta, attraverso gli articoli dei giornalisti del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini, Sergio Rizzo, Giovanni Bianconi, Massimo Franco, Marco Imarisio, le vicende relative alla “Cricca” e ai suoi protagonisti, Diego Anemone, Angelo Balducci, Claudio Scajola, Crescenzio Sepe, Guido Bertolaso, Denis Verdini. Nell’editoriale il direttore, Daniele Protti, esordisce con la definizione di «cricca»: «Gruppo d' intriganti, intenti a procurarsi reciproci favori; combriccola, camarilla». Si parte con la ricostruzione della Sarzanini «Una rete che arrivava in Tunisia, passando per il Vaticano», e si continua con una serie di articoli sul costruttore Anemone, accusato di aver ottenuto appalti in cambio di favori. A lui è legata la vicenda dell' ex ministro Scajola, dimessosi dopo che si è scoperto come è stata pagata la sua casa che si affaccia sul Colosseo. L' altro protagonista, assieme a Scajola e al cardinale Sepe, che era al vertice di Propaganda Fide, è Bertolaso, l'attuale capo della Protezione civile, la struttura alla quale è stata affidata la gestione dei Grandi eventi, come il G8 alla Maddalena. Altri sei articoli sono dedicati a Denis Verdini, il coordinatore nazionale del Pdl a casa del quale, secondo i magistrati, il 23 settembre 2009, si sarebbe tenuta una riunione della «cricca» per mettere a punto la strategia di persuasioni indebite da adottare sui giudici della Consulta intorno all' approvazione del lodo poi bocciato perché ritenuto incostituzionale.
Sollecitiamo tutta la cittadinanza a partecipare all’incontro

NO BAVAGLIO A IMPERIA



In occasione della grande mobilitazione nazionale indetta per il primo luglio 2010 contro la “Legge Bavaglio”, in difesa dell’articolo 21 e di tutti i Diritti sanciti dalla Costituzione, l’Associazione Culturale ApertaMente ha lanciato un appello prontamente accolto da rappresentanti del mondo della cultura, associazioni, partiti e sindacati perché anche i democratici di Imperia possano partecipare e manifestare il proprio dissenso.

Hanno dato la loro adesione A.N.P.I. Comitato Provinciale, A.R.C.I. Provinciale, Associazione Casa Africa di Imperia, Associazione Cassandra, Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau-A.I.FO, Associazione Liberamente, C.G.I.L. di Imperia-Camera del Lavoro, Carlo Senesi-pittore e scenografo, Circoli del Partito Democratico di Imperia, Circolo IdV "Falcone & Borsellino" di Imperia e Golfo Dianese, Circolo Itinera, Federazione VERDI della provincia di Imperia, Franca Natta-formatrice, Garabombo l’Invisibile, Giovani Democratici di Imperia, Hamza Piccardo, La Talpa e l’Orologio, ImperiaParla-blog, Legambiente-Circolo di Imperia, Libera-Nomi e numeri contro la mafia, Lo Spazio Vuoto-Laboratorio Teatrale, Marino Magliani-scrittore, Muovileidee-blog, Neri Battistin-scrittrice, S.E.L.- Sinistra Ecologia e Libertà.

I firmatari del manifesto “Noalla Legge Bavaglio-Difendiamo la Costituzione”, che sarà affisso in questi giorni nelle vie di Imperia, rivolgono l’invito a tutti coloro che intendono partecipare a incontrarsi in Piazza De Amicis, giovedì 1 luglio alle ore 18.

Chi intendesse aderire può inviare una e-mail a apertamente1@virgilio.it

ANTONIO GIBELLI" BERLUSCONI PASSATO ALLA STORIA"






È legittimo parlare di «età berlusconiana» allo stesso modo in cui si parla di «età crispina» o di «età giolittiana»? E quando comincia questa età?Quali ne sono i precedenti, lo svolgimento, i connotati fondamentali? Quali il bilancio e il possibile epilogo?
 A queste domande tenta di dare risposta il saggio di Antonio Gibelli." Berlusconi passato alla storia"  Lo fa adoperando il linguaggio – ricco di dettagli ma orientato alla sintesi, valutativo ma non animoso, denso di elementi di analisi ma attento alla narrazione – che si dovrebbe adoperare in una lezione di storia: il cui scopo è far capire in cosa un protagonista e un momento sono simili ad altri, e in cosa invece sono diversi. Nel sapere storico, porre bene gli interrogativi significa aver fatto un passo avanti decisivo nella comprensione del passato, anche quando si tratta di un passato che si inoltra nel presente e si dipana di fronte a noi. Uno dei nostri storici contemporanei più autorevoli si cimenta qui con un’impresa solo apparentemente semplice.
 Egli immagina di dover raccontare ai suoi studenti, in un breve corso sulla storia d’Italia dall’Unità a oggi, gli ultimi quindici anni. Un buon professore di storia si incaricherà di «dare un nome» a questo ultimo quindicennio, di chiarirne l’origine, di fare un ritratto dei protagonisti principali, e infine di fornire un insieme di ragioni plausibili per spiegare il successo dei vincitori e la sconfitta dei perdenti. Il quadro che ne scaturisce legittima l’idea che Silvio Berlusconi possa ragionevolmente pretendere di «intestarsi un’epoca».

 Dando prova di qualità non comuni (a cominciare dalla tenacia), in contrasto con l’apparente modestia della sua figura, il leader lombardo ha portato al potere la destra proprio nel momento in cui essa sembrava più debole, scompaginata e priva di riferimenti. Espressione di tendenze profonde della società italiana ma presenti nell’intero mondo occidentale al tempo della mondializzazione, ha tentato di plasmare lo Stato a sua immagine e a misura dei suoi interessi personali. Così facendo, è certamente riuscito a essere il capo vincente e indiscusso di una fazione; non altrettanto il leader capace di governare il paese. E nel suo insieme, l’Italia berlusconiana, proiettata ormai interamente fuori della sua storia postbellica, appare teatro di un esperimento molto spinto di democrazia autoritaria, che logora gli equilibri istituzionali della compagine nazionale, minaccia i suoi fondamenti costituzionali e rischia di mettere in discussione le sue tradizioni civili.


Antonio Gibelli insegna Storia contemporanea all’Università di Genova ed è membro del comitato scientifico dell’ Historial de la Grande Guerre di Péronne (Somme). Ha dedicato numerosi volumi alla storia della Grande Guerra, tra i quali La Grande Guerra degli italiani (1998; seconda edizione Bur, 2007, Premio Acqui Storia) e L’officina della guerra. La Grande Guerra e le trasformazioni del mondo mentale (1991; terza edizione Bollati Boringhieri, 2007). Ha inoltre scritto Il popolo bambino. Infanzia e nazione dalla Grande Guerra a Salò (Einaudi, 2005) e curato l’edizione italiana in due volumi dell’Encyclopédie de la Grande Guerre (Einaudi, 2007).