Visualizzazione post con etichetta Evento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Evento. Mostra tutti i post

Incontro con Daniele Biella e Marco Morraglia


L’associazione culturale ApertaMente Imperia e l’associazione Guernica solidale con il supporto del CE.S.P.IM, nel piano delle attività programmate per l’anno 2016, organizzano il 13 maggio 2016 alla sala convegni del Museo dell’Olivo (Via Garessio, 13 Imperia) alle ore 20.45 l'incontro

“DA QUESTA PARTE DEL MARE: migranti come noi”
                                                                 





Relatori
Daniele Biella, giornalista della testata Vita, ha da poco pubblicato il suo primo libro: Nawal, l’angelo dei profughi con la prefazione del cardinale Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento e presidente della Fondazione Migrantes; racconta la storia vera di Nawal, ventisette anni, marocchina, arrivata a Catania da piccola, una volontaria che aiuta i migranti a sopravvivere al viaggio della disperazione nel Mediterraneo e a non cedere al racket degli “scafisti di terra”. Potremmo considerarla una dei Giusti del Mediterraneo, "una persona normale - dice Biella - che si rimbocca le maniche e non sta a guardare la storia che passa”.






Marco Morraglia, operatore del Centro ascolto Caritas di Sanremo, presenta un video che racconta la vita di tutti i giorni a Casa papa Francesco, un centro per richiedenti asilo e rifugiati della stessa Caritas. Questo mini documentario è stato realizzato in risposta alle reazioni negative che l'apertura del Centro nel marzo 2015 ha suscitato in molti sanremesi, soprattutto per la vicinanza con le scuole di via Volta. L'obiettivo è quello di mostrare chi sono gli ospiti, smentendo i pregiudizi infondati e rassicurando i vicini del Centro; e soprattutto, iniziare un processo di integrazione con la cittadinanza.   

                    

INGRESSO LIBERO


Per info 349 4735325







L’inchiesta TV oggi: dalla parte dei deboli
Il decalogo dettato dalla Bibbia come pretesto
per raccontare storie e persone


                     






Ne ha parlato il giornalista Domenico Iannacone venerdì 29 aprile alle ore 20:45 alla  Biblioteca Civica Leonardo Lagorio, piazza Edmondo de Amicis a Imperia.









   





 "Una bella intervista di Orlando Botti a Domenico Iannacone che ci ha donato emozioni con garbo e pacatezza come sempre fa in tv...ce ne fossero di serate come questa!"  Con queste parole  Enza Roncallo ha commentato sulla nostra pagina FB la serata.






Il giornalista, certamente,  ha saputo regalare al pubblico, numeroso ma soprattutto attento, momenti di grande emozione, di notevole umanità e di professionalità di altissimo livello. Certamente una pagina importante per Imperia!



Infatti, nel panorama spesso appiattito del giornalismo televisivo italiano Domenico  Iannacone è riuscito a realizzare inchieste di alto valore,


 riuscendo a “ fotografare speranze e frustrazioni della nazione intera"- come si legge nelle motivazioni del premio Ilaria Alpi - 
 




In video con Ballarò e Presa diretta, cinque volte vincitore del premio Ilaria Alpi, da maggio 2013 è nuovamente su Rai3 con I dieci comandamenti, un progetto di cui è autore e conduttore, che declina un nuovo genere, definito dallo stesso Iannacone ‘inchiesta morale’.
Il giornalista ha voluto contestualizzare i dieci comandamenti in chiave moderna, usando il decalogo biblico per raccontare storie di persone. In ogni puntata, due storie per ogni comandamento.













Hanno organizzato l’incontro, nel piano delle attività programmate per l’anno 2016 (Diritti calpestati - diritti conquistati), le Associazioni ApertaMente e Guernica solidale, con il sostegno del CESPIM e in collaborazione con il Video Festival Imperia

Vito Mancuso : IN QUALE DIO POTER CREDERE OGGI?


























Giovedì 3 dicembre, alle ore 20.45, presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia g.c., Via Belgrano 10, col patrocinio della Provincia e del Comune di Imperia, l’Associazione ApertaMente e il Circolo di Imperia di Legambiente, a conclusione del progetto promosso dal C.E.S.P.I.M. dal titolo “Le persone e le cose”, hanno proposto un’importante serata di riflessione su un tema cruciale della religiosità e del pensiero.
L’evento ha costituito, per il folto pubblico presente, l’occasione per conoscere una delle più importanti figure del panorama filosofico e teologico italiano, Vito Mancuso, teologo, editorialista di Repubblica, docente di Storia delle dottrine Teologiche presso l'Università degli Studi di Padova. La conferenza dal titolo

IN QUALE DIO POTER CREDERE OGGI?

è stata introdotta da Vittorio Coletti che ha recentemente definito  su Repubblica “formidabile” l’ultimo libro di Mancuso, “Dio e il suo destino”, in cui “con la generosità e la passione intellettuale che lo contraddistinguono, il teologo si accinge a dichiarare finita l’idea di Dio che ha caratterizzato le religioni del Libro, ebraismo, cristianesimo e islam, basate su un’immagine di Dio come entità onnipotente radicalmente distinta dal mondo che ha creato, misterioso responsabile quindi di tutto, dell’inizio e della fine, del bene e del male.”
Nel corso di questo incontro si è parlato di etica, di libertà di scelta in questi momenti di incertezza e paura, in cui siamo chiamati “a optare per il bene e la giustizia, a cercare nel caos della natura e delle sofferenze della storia quella via dell’ordine armonioso e giusto che solo la più avanzata delle creature conosciute, l’uomo, è in grado di vedere e volere”.
. Mancuso ha proposto al numeroso e attento uditorio l'idea di Dio e la fede in lui, innanzitutto “come decisione morale per il bene e il giusto, per la pace”, perché “senza il pensiero di Dio, bene e giustizia restano appesi a un filo troppo fragile”.
Dopo il riemergere da un passato che si credeva sepolto di un Dio da invocare per uccidere e odiare, è quanto mai urgente ripensare oggi anche Dio, specie da parte di chi crede che il suo nome abbia ancora un senso, anzi costituisca e custodisca il senso dell'universo.

La teologia di Vito Mancuso ha un così forte fondamento etico che il suo ultimo libro è dedicato a don Andrea Gallo e si chiude nel ricordo della sua istintiva, candida percezione di un Dio “antifascista”, che si batte cioè costitutivamente per la giustizia contro la sopraffazione e l’iniquità in tutte le loro forme

ALESSIO CIACCI:OBIETTIVO RIFIUTI ZERO: DA UTOPIA A REALTÀ IN 200 COMUNI






Venerdì 25 settembre, alle 20.45, presso Lo Spazio Vuoto, Via Bonfante 37, ApertaMente e Legambiente, con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Imperia, e il sostegno del CESPIM, hanno organizzato un incontro, a ingresso libero, con Alessio Ciacci, esperto di politiche ambientali, eletto Personaggio Ambiente dell’anno 2012. Il titolo:
OBIETTIVO RIFIUTI ZERO: DA UTOPIA A REALTÀ IN 200 COMUNI
Alessio Ciacci, dal 2007 al 2013, è stato Assessore all’ambiente del Comune di Capannori, il primo, in Italia, ad aver aderito alla strategia internazionale “Rifiuti Zero”; in seguito ha guidato la società pubblica di gestione rifiuti di Messina; attualmente, oltre a presiedere l’ASM di Rieti, è consulente dell’Unione Europea e dell’ONU sui progetti di sostenibilità ambientale, fa parte dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, di Agende 21 per Kyoto e del Coordinamento Enti Locali per l’Acqua pubblica
Dal 2008 ha partecipato a diverse trasmissioni tra cui Annozero, Report, Presa Diretta, Geo & Geo, Ambiente Italia e “Caterpillar” ed ha pubblicato interventi su varie testate giornalistiche nazionali.











 Presenti,oltre ad un folto pubblico, il sindaco di Imperia, Carlo Capacci, il sindaco di Taggia, Vincenzo Genduso, che ha portato la sua testimonianza dell’esperienza di raccolta porta a porta nella città da lui amministrata, e numerosi amministratori. Con Alessio Ciacci si è discusso di un argomento all’ordine del giorno sia a Imperia sia nella maggior parte dei Comuni d’Italia: la questione rifiuti. Mentre inquinamento ed ecomafie mettono sempre più a rischio ambiente, salute, sicurezza e risparmi dei cittadini, in Italia 213 Comuni hanno aderito a “Rifiuti Zero”, una strategia che si propone di trasformare i rifiuti in materiali da riutilizzare evitandone lo smaltimento nelle discariche e negli inceneritori.
Il Comune di Capannori,  il primo a iniziare questo percorso, ha raggiunto l’obiettivo grazie alla partecipazione e al senso civico dei cittadini ma anche e soprattutto grazie alle capacità progettuali e all’entusiasmo di Alessio Ciacci che ci ha aiutato a comprendere sia i benefici della raccolta differenziata sia i metodi che i “Comuni Virtuosi” come quelli in cui egli opera stanno applicando.
Un altro mondo è possibile? In una recente intervista Ciacci ha detto:“Negli enti locali ci sono occasioni preziosissime per aprire spazi veri di partecipazione; attraverso queste progettualità si può ricostruire un rapporto, spesso purtroppo andato perso negli anni, tra politica e cittadinanza, tra istituzioni e territorio, per condividere e compartecipare alla scelte della comunità. Attraverso questi percorsi si dà forza alla parola democrazia, si alimentano la consapevolezza e l’importanza dell’impegno di tutti.(…) Rifiuti Zero ci dicevano fosse un’utopia, oggi la stiamo costruendo e dobbiamo far crescere sempre più questa strategia altrimenti, come ci dicono gli scienziati, termineremo presto il pianeta in cui abitiamo.”
Quello del 25 settembre è stato il quarto della serie di incontri “Le persone e le cose. Una nuova etica per la salute, l’ambiente e i beni comuni” ai quali parteciperanno, entro la fine del 2015, Duccio Demetrio, Vito Mancuso e Vittorio Coletti.


Alberto Gabrielli e Canio Tiri: “ Ambiente, Bene comune”





Venerdì 11 settembre, alle ore 20.45, presso la Libreria Ragazzi, Via Vieusseux 14, le Associazioni ApertaMente e Legambiente, con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Imperia , e il sostegno del CESPIM, hanno organizzato un incontro con Alberto Gabrielli, Dottore in Scienze Forestali, e Canio Tiri, Architetto, dal titolo

“ Ambiente, Bene comune















Nel corso dell’incontro, si è discusso della definizione di “Paesaggio” e si è cercato di stabilire soprattutto quando e in che modo dobbiamo difenderlo come Bene Comune: “Terrazzamenti, prati falciabili, colline vitate, aree industriali dismesse… quando, come e con quali risorse debbono essere tutelate ?”
Scrive il Prof. Gabrielli: “Se ci atteniamo ad una valutazione paesaggistica fondata su “bellezze naturali”, ogni ecosistema naturale è un Paesaggio. Ma l’ azione dell’ umanità ha modificato profondamente i territori (bonifiche idrauliche, terrazzamenti, deforestazioni, …) creando i Paesaggi Antropici tipici della ruralità, e la modernità industriale ha aggiunto un’incredibile quantità di “Paesaggi” altri, sui quali magari vale la pena di tornare, con atteggiamento, non pre-cluso, ma neppure a-critico. Ma potrebbe non bastare: per la beat generation cosa di più evocativo degli scali ferroviari deserti e polverosi di un’ America di Libertà ?; e per i vecchi operai di Detroit, con 50 anni di vita per la Ford, come non riconoscersi nei capannoni abbandonati e vandalizzati dall’ uomo e dal tempo ?” Forse solo considerazioni di tale tipo sono in grado di suggerire alla Politica le scelte e questa alla Pianificazione territoriale ed all’Urbanistica le forme e le modalità di salvaguardia, e, soprattutto, gestione dei Paesaggi, in grado di garantire le generazioni future dalla perdita totale della memoria, ma anche di evitare sprechi di intelligenze e risorse nella disperata rincorsa di un Passato, bello nel ricordo,…. ma da cui, come dice Giampiero Alloisio “siamo al sicuro…”.



Quello dell’11 settembre è stato il terzo di una serie di incontri dal titolo “Le persone e le cose. Una nuova etica per la salute, l’ambiente e i beni comuni” ai quali parteciperanno entro la fine del 2015, Duccio Demetrio, Alessio Ciacci; le conclusioni saranno affidate a Vito Mancuso e Vittorio Coletti.


:Corrado Bologna: La poesia della natura





















Martedì 18 agosto, alle ore 20.45, a Villa Grock, l’Associazione “ApertaMente” e Legambiente, nell’ambito del progetto promosso dal C.E.S.P.I.M. dal titolo
“Le persone e le cose”,
 che si prefigge lo scopo di riprendere attraverso diversi strumenti culturali la riflessione sui valori della persona, dell’ambiente e dei beni comuni, hanno proposto una suggestiva serata di musica e letteratura. 

L’evento, oltre a essere rivolto come sempre alla cittadinanza imperiese, ha costituito anche per il turista l’occasione per conoscere uno scorcio straordinario della nostra città, nonché di vivere un’insolita esperienza culturale.
Nella serata, abbiamo ascoltato la poesia della Natura, un messaggio che poeti, artisti, musicisti, per secoli ci hanno proposto e che riguarda il nostro presente, ma soprattutto il nostro futuro: come recita un proverbio dei Masai africani, da cogliere naturalmente come nostro motto, “Tratta bene la Terra! Non è un’eredità dei nostri padri, ma un prestito dei nostri figli”.
Nei giardini di Villa Grock, di recente assurti ai vertici della classifica dei più splendidi giardini italiani, si è intrecciata una trama di parole, musica e poesia, sul filo di una storia intitolata “NaturalMente”: «Naturalmente!», infatti, viene da rispondere a chi ci domanda qualcosa che ci appare ovvio, quasi necessario, “nostro” nella maniera più profonda e radicale; in altre parole, l’avverbio naturalmente dà voce alla nostra natura intima, che amiamo e proteggiamo perché in essa risiede il nostro essere persone, nel mondo.
Il tema è stato sviluppato dal prof. Corrado Bologna – ordinario di Filologia Romanza all’Università di Roma3 e all’Istituto di Italianistica di Lugano, autore, fra l’altro, della nuova Antologia della letteratura italiana dal seducente titolo “Rosa fresca aulentissima” – che è stato accompagnato da numerosi interpreti di parole e musiche: la maestra di arpa Marcella Grossi,  un trio di giovani musicisti, Leonardo Poli al violoncello, Alessandro Saglietti al pianoforte, Simone Schermi al violino, gli attori, Alessio Arbustini, Martina Bonsignorio, Silvia De Laude, Daria Farafonova, Simone Fiori, Angela Fogliato, Matteo Grassano, Gabriele Volpara con Federica Siri dello Spazio Vuoto.
Emozionante la partecipazione del pubblico, numeroso e attento, nell'inimitabile atmosfera di uno dei parchi più belli d'Italia.





















Marino Magliani e Massimo Candela: L’esperienza dell’ecovillaggio di Torri Superiore. Un altro Ponente è possibile?





Giovedì 23 luglio, alle ore 20.45, in Piazzetta dell’Olmo, le Associazioni ApertaMente e Legambiente, con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Imperia , e il sostegno del CESPIM, hanno organizzato un incontro con Marino Magliani e Massimo Candela dal titolo
L’esperienza dell’ecovillaggio di Torri Superiore
Un altro Ponente è possibile?






Nel corso dell’incontro, il noto scrittore imperiese e l’esperto di “permacultura”, la scienza che si occupa di progettazione del paesaggio ecosostenibile,hanno  affrontato il tema della cura dell’uomo e dell’ambiente, in particolare del territorio ligure.
L’esperienza dell’Ecovillaggio di Torri Superiore, dell’entroterra di Ventimiglia, è stato lo spunto della discussione. Massimo Candela che ne è l’ideatore e il progettista ha spiegato come sia possibile, oggi, realizzare una comunità in cui gli interventi sull’ambiente rispettino gli equilibri naturali e, nello stesso tempo, riescano a soddisfare i bisogni dei suoi membri, quali cibo, abitazione, istruzione, lavoro e rapporti sociali senza ricorso a pratiche distruttive.
A Marino Magliani, scrittore nativo di Prelà ma residente in Olanda, il compito di raccontare la bellezza e la poesia della nostra terra di Ponente(sempre presente nei suoi libri, anche quelli che hanno come protagonista la sua terra di adozione) e il nostro desiderio di una vita migliore e più vicina alla natura.
Da alcuni anni la crisi incide pesantemente sulla visione del futuro e rende sempre più rare le occasioni in cui ci si ferma a riflettere su di sé, sul mondo e sulle relazioni con le persone e con le cose. Diventa urgente, perciò, riportare la riflessione sul ruolo di ciascuno, sul valore della consapevolezza e della responsabilità affinché uomini e territori non disperdano in breve tempo le qualità e le risorse che hanno sempre posseduto.
Quello del 23 luglio è stato il primo di una serie di incontri dal titolo “Le persone e le cose. Una nuova etica per la salute, l’ambiente e i beni comuni” ai quali parteciperanno Corrado Bologna, Duccio Demetrio, Alessio Ciacci, Alberto Gabrielli, Canio Tiri. le conclusioni saranno affidate a Vito Mancuso e Vittorio Coletti.