Duccio Demetrio : La natura è un racconto interiore . Tre booktrailer












Green Autobiography è un libro che come suggerito dal titolo ci introduce alla letteratura green. Per scoprire che come noi raccontiamo la natura, anch’essa si narra con i suoi linguaggi, le sue fisionomie, i suoi richiami. Ci suggerisce le modalità per redigere diari naturalistici, memorie di viaggio, liriche e vere e autentiche autobiografie. Ci conduce alla conoscenza introspettiva del sentimento innato che tutti ci lega e riconduce alla terra, per non allontanarcene. Per rendere il nostro andare a piedi tra boschi, colline, spiagge più ricco di osservazioni e riflessioni. Questo è dunque un libro che si rivolge a chiunque, per professione, volontariato ambientalista, o per pura passione e affezione, anche pedagogica, non voglia dimenticare tutto ciò che i mondi verdi o desolati, aspri, impervi della nostra Terra, dei nostri cieli, delle nostre acque ci offrono e propongono. Quando siamo immersi in essi o quando, negli interstizi rubati al cemento della vita metropolitana, la natura si esprime ugualmente, resiste, si annuncia.


Il primo dei tre booktrailer realizzati per l'opera: Green Autobiography di Duccio Demetrio.




Il secondo dei tre booktrailer realizzati per l'opera: Green Autobiography di Duccio Demetrio.









Il terzo booktrailer realizzato per l'opera: Green Autobiography di Duccio Demetrio.





Un evento del 23 Novembre 2013



Oggi su Rai 1 un'intervista molto coinvolgente con Don Aniello Manganiello , un uomo non retorico

e che opera concretamente nella difficile realtà di Scampia.

ApertaMente ha avuto il piacere e l'onore di invitarlo a Imperia





Duccio Demetrio: la religiosità della terra



Mercoledì 11 novembre, ore 20.45, Biblioteca Civica, incontro col Professore Duccio 

Demetrio, docente di Filosofia dell'educazione e di Teorie e pratiche della narrazione a 

Milano Bicocca, fondatore della Libera Università dell'autobiografia di Anghiari. Titolo

 "Dalla cura di sé alla cura del mondo"

Vi aspettiamo numerosi!!






Questa terra, unica certezza per ognuno di noi, seppur seppellita sotto il cemento, non più 

toccata perché considerata sporca, obbligata alla schiavitù e a prostituirsi, ci permette di 

esistere, di sopravvivere e di riprodurci; è più del nulla, anzi ne è l'opposto"


da "La religiosità della terra" di D.Demetrio, 2013

Duccio Demetrio: Dalla cura di sé alla cura del mondo




Mercoledì 11 novembre, ore 20.45, Biblioteca Civica, incontro col Professore Duccio 

Demetrio, docente di Filosofia dell'educazione e di Teorie e pratiche della narrazione a

 Milano Bicocca, fondatore della Libera Università dell'autobiografia di Anghiari. Titolo 

"Dalla cura di sé alla cura del mondo"

Riccardo Mandelli : presentazione allo Spazio vuoto del libro"le case del destino"






Venerdì 23 ottobre 2015, alle ore 21, presso Lo Spazio Vuoto, via Bonfante 37, Galleria degli Orti, Imperia, l’Associazione “ApertaMente”, in collaborazione con la Libreria Libri al Mare (ex Assolibro),ha proposto al pubblico, numeroso e interessato, il libro “Le case del destino” presentato dal giornalista de “La Stampa” Maurizio Vezzaro.
Presente l’autore, Riccardo Mandelli, professore di Filosofia e Storia del Liceo G.P.Vieusseux, storico e scrittore. Tra i suoi libri ricordiamo: L’ultimo sultano. Come l’Impero ottomano morì a Sanremo (Lindau 2011); Al casinò con Mussolini. Gioco d’azzardo, massoneria ed esoterismo intorno all’ombra di Matteotti (Lindau 2012); Decreti sporchi. La lobby del gioco d’azzardo e il delitto Matteotti (Giorgio Pozzi 2015); Sanremo tenebra. Cento anni di delitti e misteri nella città del Festival, Philobiblon, Ventimiglia 2015 (con Romano Lupi).










Nel suo libro Mandelli ha ricostruito in particolare le vicende dei quattro principali casinò nella tradizione del gioco nel nostro paese. Con stile narrativo e rigorosa documentazione d’archivio, ha raccontato come la storia d’Italia, anche culturale, si sia spesso giocata sui tavoli verdi delle “case del destino”.
Un’organizzazione internazionale di biscazzieri, che comprende parenti di sangue di sovrani e capi di Stato europei, cerca di impiantare casinò in tutta l’Italia con l’appoggio di un uomo politico che ha rivestito le più alte cariche istituzionali, perfino quella di presidente del consiglio. Incredibile? No, tutto vero. E siamo solo all’inizio, alla cosiddetta belle époque. Quando scoppia la guerra, un altro capo del governo italiano, secondo molti affiliato alla mafia, fa costruire una grande casa da gioco a scopo di spionaggio. Finito il conflitto, il suo gestore diventa uno dei principali sponsor del nuovo movimento politico che si oppone al “contagio” sovietico delle masse proletarie. Dietro, a tirare i fili senza apparire sulla scena, nell’industria dell’azzardo e nella politica, c’è la più importante banca del paese. A questo punto saremo meno sorpresi di scoprire che nelle pieghe del delitto Matteotti svolgono un ruolo fondamentale gli affari che uniscono gli uomini del governo con industriali, faccendieri e tenutari di bische.
Quando finisce l’era di Mussolini, la strada degli intrecci finanziari, politici e criminali che caratterizzano le maggiori vicende storiche nazionali nel periodo della Guerra fredda è ormai spianata. E infatti, caduto il Muro, torna evidente la parentela originaria tra capitalismo e gioco d’azzardo, dividendo il mondo tra chi sta dalla parte del banco e chi è costretto a elemosinare i gettoni della speranza.