La Verità illumina la Giustizia









Giovedì 19 marzo, alle ore 10.30, presso l'Auditorium della Camera di Commercio di Imperia, in Piazza Dante, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Provinciale, col Patrocinio del Comune di Imperia, hanno organizzato l'incontro

“100 passi verso il giorno della memoria e dell'impegno per le vittime innocenti delle mafie


Nella città di Imperia l'incontro, che è già alla sua quarta edizione, si è svolto nella sede dell’Auditorium per consentire la partecipazione delle rappresentanze studentesche di tutte le scuole, in preparazione della grande manifestazione annuale di Libera dedicata alle vittime delle mafie e ai loro familiari, che quest'anno si svolgerà a Bologna, sabato 21 marzo, sotto l'Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica.
I protagonisti sono stati, infatti,  i ragazzi  che sono intervenuti  con letture, proiezioni, cori e musiche, raccontando le storie di alcune vittime delle mafie, ricordando e rinnovando il proprio impegno per un futuro di consapevolezza e responsabilità.



 
   Quest’anno ospite dell’evento è stata Rosalba Cassarà, sorella del Vicequestore di Palermo, Ninni Cassarà, ucciso da Cosa Nostra nel 1985.








 Le sue parole hanno portato  la testimonianza di una delle quasi novecento famiglie alle quali la malavita organizzata ha strappato una persona cara e hanno fatto conoscere l’umanità e la fiducia nella giustizia di un uomo che ha avuto il coraggio di compiere fino all'ultimo il proprio difficile dovere.




Presentazione della Mostra “Da Kirchner a Nolde-Espressionismo tedesco 1905-1913




Venerdì 13 marzo alle ore 20.30, presso lo Spazio Vuoto,via Bonfante 37, Imperia, l’Associazione Culturale ApertaMente, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale,ha organizzato, a cura di Gianni Franzone, la Presentazione della Mostra 
“Da Kirchner a Nolde-Espressionismo tedesco 1905-1913
La mostra, costituita da oltre 150 opere provenienti dal Brucke Museum di Berlino e curata da Magdalena Moeller, è visitabile nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale dal 5 marzo al 12 luglio 2015.
La presentazione, corredata dalla proiezione delle opere proposte, è stata tenuta dal prof. Gianni Franzone, del Centro Studi Collezione Wolfson.
L’Espressionismo Tedesco deve principalmente la sua origine alla fondazione, nel 1905, del movimento Die Brücke (“Il Ponte”) da parte di Fritz Bleyl, Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff. Lo scopo dei fondatori era quello di gettare un ponte tra la pittura classica neoromantica e un nuovo stile che in seguito sarebbe stato definito “espressionismo”. La loro fu una vera e propria rivoluzione artistica, in quel fermento che, un secolo fa, portò l’Europa alla Grande Guerra. L’espressionismo tedesco nasce dal vissuto degli artisti, è la ricerca del soggettivo nella realtà che li circonda. Le metropoli, la vita di strada, il circo, stimolano riflessioni sulla solitudine dell’uomo, sull’alienazione dell’individuo, sull’immoralità.
Se gli impressionisti cercavano di fissare un’impressione sulle loro tele, e si dedicavano alla realtà esteriore, l’espressionismo si dedica all’emozione, alla sensualità, al raggiungimento di un’ espressione efficace, capace di stimolare, impressionare, coinvolgere lo spettatore.
Il movimento (costituitosi contemporaneamente a quello dei Fauves francesi) esprime temi come il disagio esistenziale, l’angoscia, la critica all’ipocrisia borghese e assume da Munch e Ensor l’idea del grido interiore che porta in superficie il dolore degli artisti.




























L’incontro costituisce la prima occasione in cui la Fondazione di Palazzo Ducale propone le proprie attività a Imperia e collabora con ApertaMente.





















 Il folto pubblico, composto anche da tanti giovani e che ha lungamente applaudito la relazione del Prof. Gianni Franzone,  certamente favorirà il proseguimento della collaborazione per altre importanti future iniziative.












Incontro con il magistrato GIANCARLO CASELLI

 Giovedì 5 febbraio 2015 alle ore 10.30, presso la Sala Consiglio del Comune di Imperia,  il Consiglio Comunale dei Ragazzi ha incontrato il magistrato Giancarlo Caselli, già Procuratore Capo della Repubblica di Torino, che ha affrontato il tema

“I valori della Resistenza, di pace, libertà, democrazia e diritti contenuti nella Costituzione”.
Erano presenti le autorità e alcune rappresentanze delle scuole cittadine.
 L’incontro, organizzato dal Servizio Attività Educative in collaborazione con Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, fa parte del progetto “Memoria e impegno per il 70° del 25 aprile”, finalizzato al coinvolgimento delle scuole imperiesi e della cittadinanza nella ricorrenza della Festa della Liberazione.
Ne sono promotori l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea, Libera, le associazioni Gruppo Ecologico Martiri della Libertà Partigiani Valprino e ApertaMente, oltre al Comune di Imperia con i Ragazzi del CCR che già hanno iniziato ad acquisire graduale consapevolezza dell’importanza del tema, con l’inizio dell’anno scolastico e grazie alla partecipazione alla “Giornata della Memoria”.
 L’incontro con il dott. Caselli, certamente, ha avuto modo di trasmettere ai ragazzi sempre più quel sentimento di democrazia e libertà per cui tanto hanno combattuto i loro nonni ed ha certamente insegnato che ora e’ compito loro portare avanti i valori che li hanno animati.
Il progetto, cui collaborano quasi tutte le scuole cittadine, prevede numerosi incontri dedicati alla Storia della Resistenza e ai suoi valori che sono divenuti i fondamenti della Costituzione Italiana e della Carta Europea di Nizza. Alla riflessione su quegli stessi valori saranno dedicati, per gli studenti, un concorso per videoclip e numerose visite al Casone dei Partigiani del Faudo.

Nei prossimi giorni il Dott. Caselli incontrerà gli studenti del Liceo Amoretti e del Vieusseux-De Amicis









ALDO FERRARI: “Armenia 1915 – 2015. Un genocidio da ricordare”.



Martedì 27 gennaio 2015, giorno della memoria,  alle ore 20.45, presso lo Spazio Vuoto,via Bonfante 37, l’Associazione Culturale ApertaMente, con il patrocinio dell’Istituto Storico della Resistenza, ha organizzato  un incontro con il Prof. Aldo Ferrari dal titolo
 “Armenia 1915 – 2015. Un genocidio da ricordare”.
Nel corso della serata, Livia Carli e Gianni Oliveri hanno letto alcuni brani tratti da opere letterarie che riguardano la questione armena






















Aldo Ferrari insegna Lingua e Letteratura Armena, Storia del Caucaso e Storia della Cultura Russa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Per l’Istituto degli Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano dirige i Programmi di Ricerca su Russia, Caucaso e Asia Centrale. E’ presidente dell’Associazione per lo Studio in Italia dell’Asia centrale e del Caucaso (ASIAC). Tra le sue pubblicazioni principali : Alla frontiera dell’impero. Gli armeni in Russia 1801-1917; L’Ararat e la gru. Studi sulla storia e la cultura degli armeni (2003); Breve storia del Caucaso (2007); Il grande paese. Studi sulla storia e la cultura russe (2012).
Il tentativo di annientamento dell’ intero popolo armeno, che aveva avuto prodromi a fine Ottocento con uccisioni e deportazioni , fu definito e messo in atto dalla Turchia con modalità scientifiche in concomitanza con lo scoppio della prima guerra mondiale. Vennero inizialmente decimati gli uomini arruolati nell'esercito, mandati in avanscoperta sui fronti caucasici di guerra . Poi fu sterminata l'elite intellettuale e imprenditoriale. Quindi si passò alle deportazioni di massa verso territori desertici, in cui gli armeni, ormai quasi solo vecchi donne e bambini, vennero lasciati morire di fame e di sete, non prima di aver subito angherie di ogni genere lungo il percorso. Crudeltà spaventose, inflitte senza distinzione di età e genere. 
Nella vicenda tragica del genocidio armeno ciò che colpisce non è solo l’entità dei morti ( circa un milione e mezzo), ma l’ostinazione con la quale il governo turco rifiuta di parlarne. Molti intellettuali e letterati per aver trattato in Turchia del genocidio degli Armeni hanno dovuto subire processi, sono stati condannati, alcuni sono stati costretti l’esilio. Lo stesso Pahmuk, premio Nobel per la letteratura, ha avuto problemi per questo motivo. Se l’Europa intende accettare la Turchia, deve costringere quest’ultima a farsi un esame di coscienza e ad assumersi, di fronte alla comunità internazionale, le sue responsabilità.
Il Genocidio del popolo armeno è stato riconosciuto ufficialmente da 21 Stati tra cui la Russia. Anche 43 Stati americani su 50 chiedono il ristabilimento della giustizia storica.
Tra le organizzazioni internazionali che riconoscono il genocidio c’è la Commissione ONU per i crimini di guerra, il Parlamento Europeo e il Consiglio ecumenico delle Chiese.
Infine Papa Francesco, messa da parte la prudenza diplomatica, ha dichiarato che senza dubbio “quellodegli armeni è stato il primo genocidio del XX secolo” e il Cardinale Poli ha annunciato che il 12 aprile 2015 in San Pietro il Papa celebrerà una Messa in occasione del centenario del genocidio armeno.

Incontro con Marino Magliani







Mercoledì 10 dicembre alle ore 18.30, presso il circolo ARCI-Camalli di Oneglia, Via Bastioni di Mezzo 6, l’Associazione Culturale ApertaMente ha organizzato un incontro con lo scrittore imperiese Marino Magliani che ha presentato il libro di Roberto Arlt

“Acqueforti di Buenos Aires” ..

     Roberto Arlt è uno dei più noti scrittori argentini del 900, antesignano della letteratura di marca strettamente sudamericana, con Borges e Marquez.

 Le Aguafuertes Portenas, recentemente tradotte da Alberto Prunetti e Marino Magliani, sono state pubblicate ogni giorno su El Mundo di Buenos Aires. Sono testi brevi, descrizioni, ritratti, racconti, ambientati nella città argentina degli anni Trenta, realizzati dallo scrittore vagabondo che osserva le persone e le cose dalle vetrine dei bar, dietro i muri delle vecchie case, attraverso il fumo della città e dei locali notturni. “Per un cieco, di quei ciechi che hanno le orecchie e gli occhi ben aperti inutilmente,- scriveva Arlt- non c’è nulla da vedere a Buenos Aires, ma tuttavia, che magnifiche, quanto ricche di novità sono le strade della città per un sognatore ironico e un po’ sveglio.” E ancora: “ colui che non trova tutto l’universo chiuso nelle strade della sua città, non troverà una strada originale in alcuna città del mondo. E non la troverà, perché il cieco a Buenos Aires è cieco a Madrid e Calcutta...”
  Una serata insieme per conoscere un grande autore, dalla lucida irrequietezza intellettuale e dallo stile tagliente, che scrive: “la scuola più utile per la ragione è la scuola della strada, scuola dura, che lascia nel palato un sapore agrodolce e che insegna tutto quello che i libri non dicono mai. Perché, disgraziatamente, i libri li scrivono i poeti o i cretini”.